Reflusso Gastroesofageo ed Ernia Iatale

Trattamento Osteopatico del Reflusso Gastroesofageo e dell’Ernia Iatale.

La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) è una condizione cronica che colpisce un numero crescente di persone.

Stress cronico, stati emotivi di incertezza, disagio, ansia… modificheranno la nostra respirazione e la normale funzione del muscolo diaframma.

Il muscolo diaframma si estende dal sistema trigemino al diaframma pelvico, passando dal diaframma toracico al pavimento della bocca. Svolge un ruolo vitale nella gestione delle informazioni che vanno dal torace all'addome. 

È importante sapere che il diaframma risponde a tutte le nostre emozioni.

Il muscolo diaframma ha il compito di mantenere il tono del cardias (orifizio superiore di comunicazione tra l'esofago e lo stomaco) impedendo la risalita dei succhi gastrici (reflusso gastroesofageo).

La sua disfunzione potrebbe spostare una porzione di stomaco al di sopra di esso (ernia iatale).

Sempre una sua disfunzione potrebbe manifestarsi nel russare di notte, problemi legati alla funzione dei visceri pelvici, dolore lombare, gambe gonfie, depressione, diminuita capacità di tollerare il dolore, dolori cervicali, problematiche legate allo stretto toracico (es. formicolio alle mani), alterata mobilità della spalla e della scapola ed altri disturbi.

La postura si modifica: le curve della colonna cambiano e il rachide va in torsione.

Sintomi e segni clinici del reflusso gastroesofageo:

Dolore e infiammazione gastrointestinale.

Dolore retrosternale, dolore medio dorsale, dolore epigastrico, rigurgito, disfagia, odinofagia, pirosi (bruciore), tosse secca e stizzinosa, broncospasmo, infiammazione della trachea, rinite e sinusite cronica, apnee ostruttive notturne. La modifica ormonale associata ad apnea crea variazioni cardiovascolari (per effetto dell'adrenalina liberata) e facilitazione del bruxismo.

Un esempio è riportato in questo articolo: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6262381/


Scialorrea (ipersalivazione, ha il compito di ridurre le ripetute deglutizioni), singhiozzo, dolore pseudo anginoso (disturbi pseudo cardiaci), irritazione del nervo vago


Alcune cause e concause del reflusso:

Respirazione (diaframma ed emozioni) e Igiene alimentare non corretta.

Anomalie dei tessuti, fibrosi (aumento tessuto connettivo per riparazione di un danno tissutale, infiammazione), interventi chirurgici intorno alla giunzione gastroesofagea.

Pressione anomale all'interno dello stomaco o aumentata differenza di pressione tra addome e torace.

Alterazioni neurormonali: la depressione e la gravidanza (aumentata pressione e ormonale).

Alcuni farmaci: contraccettivi orali, antidepressivi, tranquillanti, sedativi.

Alcuni cibi: cioccolato, agrumi, caffè, sigarette, vino, solfiti, il tabacco.

Anche i problemi con organi vicini possono causare il reflusso, es. un’ulcera.

Il reflusso gastroesofageo cronico può evolversi in esofagite peptica (infiammazione della mucosa) modificando la sua fisiologia.



Ernia Iatale

È il passaggio permanente o intermittente, attraverso l’orifizio esofageo del diaframma di una parte dello stomaco.

Esistono due tipi d’ernia iatale:

Ernia da scivolamento: il cardias migra verso il mediastino, trascinando una porzione della parte superiore dello stomaco e rimane nel canale diaframmatico (80% dei casi);

Ernia da rotolamento: o paraesofagea, nella quale il cardias si trova in posizione normale, mentre davanti all’esofago lo iatus permette il passaggio di un sacco erniario dentro il quale può migrare in parte lo stomaco.

L’ernia può creare lo strozzamento della mucosa, un’iperemia e la sclerosi dei tessuti. Una diminuzione della vascolarizzazione e la successiva fragilità della mucosa gastrica può evolvere in un’alterazione del circolo con possibilità di varici esofagee. Può portare alla diminuzione del transito alimentare.

Da qui l’utilizzo di inibitori di pompa protonica (gastroprotettori) per ridurre l’acidità con la loro lunga lista di effetti collaterali (malassorbimento di magnesio e ferro, carenza di vitamina B12). Questi ultimi non permettono la soluzione del disturbo, ma solo la riduzione della sintomatologia.


Vedi anche:



Fonti: Pubmed e Libri

J-P Barral

B. Bordoni Osteopata D.O.


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