Cosa ci insegnano neuroscienze, sistema nervoso, nervo vago e HRV
Di Gaspare Beltrano – HRV Specialist, Osteopata e Coach della Regolazione Neurovegetativa
Sai cosa fare. Eppure continui a non farlo.
Dovresti allenarti.
Dormire prima.
Mangiare meglio.
Fare quella telefonata.
Pubblicare quel contenuto.
Affrontare quella conversazione.
Lasciare quella situazione che ti fa stare male.
Lo sai.
Eppure non lo fai.
Per anni la spiegazione è stata semplice:
- pigrizia
- poca disciplina
- scarsa motivazione
- mancanza di volontà
Oggi le neuroscienze raccontano una storia molto diversa.
La domanda corretta non è:
"Perché non faccio quello che so essere giusto?"
Ma piuttosto:
"Cosa sta cercando di proteggere il mio sistema nervoso?"
La conoscenza e l'azione non usano gli stessi circuiti
Sapere cosa fare è compito della corteccia prefrontale, la parte del cervello coinvolta nel ragionamento, nella pianificazione e nelle decisioni.
Ma agire dipende da qualcosa di più profondo:
- emozioni
- memoria implicita
- esperienze passate
- percezione di sicurezza
- stato del sistema nervoso autonomo
Per questo motivo puoi sapere perfettamente cosa sarebbe meglio fare e continuare a non farlo.
La tua mente può essere pronta.
Il tuo sistema nervoso potrebbe non esserlo.
Il cervello non cerca il successo. Cerca la sicurezza.
Dal punto di vista evolutivo il cervello non è stato progettato per renderti felice.
Non è stato progettato per farti raggiungere il successo.
La sua priorità è una sola:
mantenerti in vita.
Quando un'azione viene associata — anche inconsciamente — a:
- giudizio o controllo
- rifiuto
- fallimento
- vergogna
- perdita di controllo
- dolore emotivo
- conflitto
il cervello tende ad evitarla.
Anche quando quella stessa azione potrebbe migliorare enormemente la tua vita.
Non perché sei debole.
Non perché sei incapace.
Ma perché il tuo sistema nervoso sta facendo il suo lavoro:
proteggerti.
La procrastinazione è spesso una strategia di sopravvivenza
Molte persone pensano di procrastinare.
In realtà stanno evitando una minaccia percepita.
Le ricerche sulla procrastinazione mostrano che dietro molti rinvii si nascondono:
- paura del fallimento
- paura del giudizio
- bassa autoefficacia
- evitamento emotivo
- difficoltà nella regolazione delle emozioni
In altre parole:
La procrastinazione spesso non è un problema di gestione del tempo.
È un problema di gestione dello stato interno.
Fight, Flight o Freeze
Quando il cervello percepisce una minaccia può attivare tre grandi strategie biologiche.
Fight
Combattere.
Flight
Fuggire.
Freeze
Congelarsi.
Molte persone credono di procrastinare.
In realtà stanno vivendo una risposta di congelamento.
Sanno cosa fare.
Vorrebbero farlo.
Ma qualcosa dentro le blocca.
La risposta freeze compare quando il sistema nervoso percepisce che non può né combattere né fuggire.
È un freno fisiologico.
Non un difetto di carattere.
Il nervo vago e il senso di sicurezza
Secondo la teoria polivagale di Stephen Porges, il sistema nervoso valuta continuamente una domanda fondamentale:
"Sono al sicuro?"
Questa valutazione avviene spesso prima del pensiero cosciente.
Quando il corpo percepisce sicurezza:
- aumenta la creatività
- migliora la concentrazione
- migliora la capacità decisionale
- aumenta la flessibilità mentale
- aumenta la capacità di entrare in relazione
Quando percepisce minaccia:
- aumenta l'ansia
- aumenta l'evitamento
- aumenta la procrastinazione
- diminuisce la lucidità
- aumenta la tendenza al controllo
Per questo motivo il problema non è sempre:
"Non ho voglia."
Molto più spesso è:
"Il mio sistema nervoso non si sente abbastanza sicuro."
Mark Manson aveva ragione?
Nel suo libro, Mark Manson propone un concetto semplice ma potente:
"Non aspettare la motivazione. Agisci."
Ed effettivamente la ricerca scientifica mostra che la motivazione arriva spesso dopo l'azione e non prima.
Aspettare di sentirsi pronti è uno degli errori più comuni.
Molto spesso accade il contrario:
- agisci
- fai esperienza
- acquisisci fiducia
- aumenta la motivazione
La chiarezza non arriva sempre prima dell'azione.
Spesso arriva attraverso l'azione.
Ma non basta dire "Just Do It"
Qui entra in gioco il sistema nervoso.
Se una persona è:
- in burnout
- in stress cronico
- in esaurimento psicofisico
- in stato di freezing
- con HRV molto bassa
- con sonno compromesso
continuare a spingere potrebbe peggiorare la situazione.
In questi casi il sistema nervoso ha bisogno prima di recuperare risorse.
Per questo la formula più corretta è:
Recupero + Regolazione + Azione + Ripetizione
Non solo azione.
Non solo introspezione.
Ma entrambe.
Le 5 strategie pratiche per uscire dal blocco
1. Parti minuscolo
Non 60 minuti di allenamento.
5 minuti.
Non 10 chilometri.
500 metri.
Non un progetto enorme.
Una singola azione.
Il cervello deve vedere che sei sopravvissuto.
Solo allora inizierà a fidarsi.
2. Regola il sistema nervoso prima di agire
Prima di affrontare qualcosa che rimandi da tempo:
- inspira per 4 secondi
- espira per 6 secondi
per 2-5 minuti.
Una respirazione lenta e regolare aumenta l'attività vagale e riduce l'attivazione dei circuiti di difesa.
3. Cerca la paura nascosta
Fatti questa domanda:
"Se facessi davvero questa cosa, cosa temo possa accadere?"
Spesso emergono:
- paura del giudizio
- paura del fallimento
- paura del rifiuto
- paura della responsabilità
- paura del successo
Portare queste paure alla coscienza riduce il loro potere.
4. Concentrati sul processo, non sul risultato
Questo principio vale nello sport.
Vale nelle relazioni.
Vale nel lavoro.
Vale persino nella sessualità.
Più insegui ossessivamente un risultato, più aumenti il controllo.
Più aumenti il controllo, più il sistema nervoso percepisce pressione.
Più pressione percepisce, più diventa difficile lasciarsi andare.
Quando invece torni all'esperienza presente, il cervello percepisce maggiore sicurezza e l'azione diventa più fluida.
5. Cambia identità
Molte persone si chiedono:
"Cosa devo fare?"
La domanda più potente è un'altra:
"Chi devo diventare?"
Le persone tendono ad agire in accordo con la propria identità più che con i propri obiettivi.
Non diventiamo ciò che desideriamo.
Diventiamo ciò che ripetiamo.
Quando non è mancanza di volontà ma un problema di regolazione del sistema nervoso?
Se ti riconosci frequentemente in questi sintomi:
- stanchezza persistente
- difficoltà di concentrazione
- procrastinazione cronica
- insonnia
- risvegli notturni
- ansia
- irritabilità
- senso di blocco
- dolori migranti
- problemi digestivi
- difficoltà a recuperare energia
potrebbe non trattarsi semplicemente di motivazione.
Potrebbe esserci una disregolazione del sistema nervoso autonomo.
In questi casi la valutazione della Variabilità della Frequenza Cardiaca (HRV) può fornire informazioni preziose sulla resilienza allo stress, sul recupero e sul tono vagale.
La vera conclusione
Molte persone non hanno bisogno di più informazioni.
Hanno bisogno di un sistema nervoso più regolato.
La chiarezza non arriva sempre prima dell'azione.
Spesso arriva durante l'azione.
Ma affinché l'azione sia possibile, il cervello deve percepire un livello sufficiente di sicurezza.
Il cambiamento non nasce dalla forza di volontà.
Nasce dall'incontro tra:
- sicurezza
- regolazione
- esperienza
- ripetizione
Perché il sistema nervoso non cambia quando capisci.
Cambia quando sperimenta, ripetutamente, che ciò che ieri sembrava pericoloso oggi è diventato sicuro.
E quando questo accade, ciò che prima sembrava impossibile diventa finalmente naturale.
Gaspare Beltrano
HRV Specialist – Osteopata – Coach della Regolazione Neurovegetativa
Stress • Sonno • Emozioni • Performance • Longevità

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